mercoledì 27 aprile 2011
Charles Fort
Charles Fort è stato un ricercatore americano, nato alla fine del iXX secolo, che ha dedicato la sua vita a raccogliere e verificare notizie strane e misteriose, ancora oggi di difficile spiegazione.
Non si trattava di uno scienziato: la sua biografia lo descrive come "figlio di droghieri, imbalsamatore di farfalle (..)" proprio questo aspetto rende più che mai attuale la sua visione del mondo, la libera dai falsi dogmi creati da quella falsa scienza che spesso propina spiegazioni più deliranti e incredibili degli avvenimenti che pretende di spiegare.
Oggi una fondazione porta il suo nome.
Qui un bell'articolo su questa singolarissima figura di ricercatore.
martedì 26 aprile 2011
Africa. Attacco alla Libia. ecco spiegazioni inedite..
di Antonio de Martini
Corriere della Collera
Quale può essere il fil rouge che collega tutti i paesi attaccati – e presi di mira in varie forme - dagli USA e Gran Bretagna con l’aiuto di una serie di ausiliari tradizionali più o meno consapevoli?
Libia, Libano, Siria,Irak,Somalia, Sudan, Iran. Non hanno in comune l’etnia ( Iran è ariano mentre gli altri sono semiti o – Sudan – misti).
Non hanno in comune la religione: Libano ha cristiani, l’Iran è sciita, la Siria è mista. Non il petrolio: Somalia e Siria non ne hanno in quantità significative. Non la ricchezza: Somalia e Sudan non lo sono.
Se invece vediamo il negativo, vediamo che nessuno di questi paesi figura tra i 56 aderenti alla Banca per i Regolamenti Internazionali.
In pratica sono paesi che hanno rifiuutato di far parte della comunità finanziaria internazionale e la Libia in particolare se la stava cavando molto bene:
- Stando ai dati del FMI la Banca centrale libica possiede 144 tonnellate di oro nei suoi forzieri. Per un paese di tre milioni e mezzo di abitanti, non è niente male. L’educazione e l’assitenza medica sono gratuite; le coppie che si sposano ricevono 50.000 dollari a fondo perduto.
- I Ribelli, ancora prima di costituire un governo provvisorio, hanno annunziato ( il 19 marzo) di aver costituito la BANCA CENTRALE DI LIBIA. La Banca centrale di Libia ( quella di Gheddafi per intenderci) è pubblica e non privata, stampa la moneta e presta denari allo stato senza interessi per finanziare le opere pubbliche tra cui il famoso fiume sotterraneo fatto dall’uomo che utilizza le acque fossili del Sahara per irrigare tutta l’area agricola della Libia che si trova al Nord. A proposito l’attività agricola in Libia è esentasse. Completamente. Questa politica è l’esatto contrario di quella seguita dal mondo occidentale che fa pagare tutti i servizi quali l’educazione e la sanità ed ha privatizzato le banche centrali che fanno pagare gli interessi agli stati quando forniscono loro i fondi.
- La ragione ufficiale che ha spinto l’occidente a non mantenere le Banche Centrali come pubbliche è che questi prestiti aumentano l’inflazione, mentre prendere prestiti dalle Banche estere o dall FMI , non provocherebbe inflazione. In realtà prendere i denari a prestito da Banche centrali pubbliche – senza interessi – riduce grandemente il costo dei progetti pubblici di investimento e in alcuni casi li riduce del 50%.
- Gheddafi aveva da poco lanciato la proposta di creare una moneta unica africana IL DINARO ORO e l’unico paese africano che si era opposto, è stata la Repubblica del Sud Africa, che è stata proprio quella che si è presentata a Tripoli per la mediazione con i ribelli e la NATO. Su questa proposta c’è un commento di Sarlosi che l’ha giudicata “una minaccia per l’Umanità”.
- Sia Saddam Hussein che Gheddafi avevano proposto – entrambi sei mesi prima dell’attacco – di scegliere l’Euro ( o il dinaro) come valuta per le transazioni petrolifere.
Poi anche i più ingenui cominceranno ad avere sospetti.
Articolo originale :
http://corrieredellacollera.com/2011/04/17/africa-attacco-alla-libia-ecco-spiegazioni-inedite-ma-convincenti-vedremo-se-e-vero-di-antonio-de-martini/
Peggio il rischio Fukushima o il rischio Terrorismo? – Il consiglio: se cercano di spaventarti, ridi! Ma quando provano a tranquillizzarti… fuggi!
A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca.
Giulio Andreotti
Cosa distingue nel ventunesimo secolo una vera catastrofe nucleare da una ipotetica minaccia del terrorismo? Che della prima è vietato preoccuparsi, mentre della seconda è obbligatorio rabbrividire.
Ma insomma, i governanti e i media vogliono spaventarci o tranquillizzarci? Che si decidano una buona volta! Perché usano due pesi e due misure a seconda della classe di pericoli che ci minaccerebbero?
Il disastro nucleare in Giappone ci ha innanzitutto confermato una cosa che sapevamo già: i governi mentono più o meno sempre, e quando per caso non mentono è solo perché hanno deciso che la verità è loro utile oppure perché mentire non è più un’opzione. Adesso tutto ciò è anche grottescamente ufficiale, poiché il democratico governo giapponese avrebbe dichiarato illegale la diffusione di notizie sul disastro di Fukushima che non siano in linea con la versione ufficiale. La situazione nella centrale nucleare di Fukushima è stata a lungo dipinta come un incidente di scarso impatto e sostanzialmente sotto controllo e ad un mese di distanza viene finalmente ammesso ufficialmente che si tratta invece di un disastro della magnitudo di Chernobyl. Gli alti venti spargono iodio e cesio radioattivo per tutto l’emisfero boreale e negli Stati Uniti e in Canada già piove volentieri acqua radioattiva, a San Francisco 180 volte i limiti di legge dell’acqua potabile, e radiazioni hanno iniziato a comparire anche già nel latte. Nel mare di fronte a Fukushima la radioattività è già milioni di volte superiore ai livelli normali e l’inquinamento radioattivo è logicamente destinato a propagarsi per la catena alimentare superiore. La reazione dell’Organizzazione Mondiale di Sanità è ripetere il mantra sedativo: rischi per la salute molto ridotti. Con qualche pennellata di surreale come la dichiarazione “rischi per la salute stabili”, una formulazione escogitata dall’OMS per tranquillizzare, ma che puzza di gran presa per il culo. Anche dentro al sarcofago del reattore di Chernobyl ci sono rischi per la salute stabili. Sono venticinque anni che non aumentano né diminuiscono!
Non mentono però solo i governi; a cascata, mentono tutti coloro che nella piramide del potere hanno interessi da difendere ed obiettivi da perseguire, spesso giornalisti compresi. La gravità della situazione è stata come al solito illustrata con largo anticipo dai media alternativi e da ricercatori indipendenti su Internet, mentre scienziati di regime (sembra anche del prestigioso MIT, sebbene la cosa appaia controversa) e pennivendoli dei grandi media hanno cercato a lungo di minimizzare le cose. C’è da chiedersi come faccia così tanta gente a continuare imperterrita a lasciarsi sedurre dalle fonti tradizionali di informazioni ormai sistematicamente inattendibili, quando per le verità che contano i nuovi circuiti indipendenti dell’informazione su Internet sono infinitamente migliori.
Quando su Internet i media alternativi già azzeccavano le dimensioni e la gravità della catastrofe (brutti allarmisti! come si permettono!), sui mass media si assisteva ad un coro di messaggi tranquillizzanti che col senno di poi appaiono grotteschi in modo sublime. C’è chi è giunto a definire il caso Fukushima un trionfo per l’industria nucleare (ma non intendeva raccontare barzellette). In Italia passerà alla storia l’ammasso di fesserie incautamente profferite con saccente sicumera dall’ex presidente dell’Enel Chicco Testa alla giornalista Lili Gruber e che possiamo rivederci su Youtube tutte le volte che vogliamo farci qualche grassa risata.
Fino a qui, nulla di nuovo sotto il sole. La menzogna è da tempo immemore parte integrante del nostro modo di vivere e la vera colpa non è probabilmente neppure di chi mente, bensì di chi delega a fonti più autorevoli di sé la capacità e la responsabilità di giudizio ed è sempre pronto a bersi qualsiasi balla piuttosto che fronteggiare una scomoda realtà delle cose. E che in ragione di ciò continuerà imperterrito a credere agli stessi che egli sa avergli già ripetutamente mentito in passato. Come le mosche che cercando di uscire da una stanza continuano a battere contro il vetro della finestra senza mai imparare nulla dalla loro esperienza, così il grosso della gente continua a credere imperterrita a chi continua a mentirgli ed ogni volta si stupirà di ogni nuova menzogna, senza tuttavia imparare nulla che serva loro per non cadere nella trappola della menzogna successiva.
Detto questo, qualcuno si è chiesto come mai sulle conseguenze della catastrofe che si sta consumando nelle centrali nucleari giapponesi le autorità cerchino di tranquillizzare le popolazioni, mentre quando si tratta dei pericoli del terrorismo e delle epidemie che ancora non ci sono fanno invece di tutto per spaventare i cittadini?
E’ un atteggiamento completamente contraddittorio. Da un lato si fa di tutto per tenere i cittadini all’oscuro di pericoli reali causati da catastrofi certe, mentre dall’altro si fa di tutto per rendere i cittadini consapevoli di pericoli ipotetici connessi a catastrofi annunciate che però poi non si verificano mai.
La catastrofe nucleare di Chernobyl ha nel tempo causato otto milioni di morti secondo uno studio del 2006 riportato da Greenpeace, un milione di morti secondo un successivo studio pubblicato nel 2010 dalla New York Academy of Sciences. Ma nel 2011, dopo il disastro nucleare in Giappone la BBC se ne esce con un tranquillizzante articolo in cui uno “scienziato” spiega che non c’è motivo di preoccuparsi delle radiazioni giapponesi, poiché dopotutto a Chernobyl sarebbero morte solo 43 persone. Sarebbe altamente morale che un tribunale inglese comminasse adesso a questo esimio scienziato una pena che nel rispetto delle sue stesse dichiarazioni egli dovrebbe considerare un premio, e quindi accogliere con grande favore: una vacanza (obbligatoria) di una settimana ad abbronzarsi sulle ridenti spiagge di Fukushima. D’altra parte qualcuno deve pure dare il buon esempio.
Ora che la catastrofe di Fukushima è stata promossa ufficialmente al rango di quella di Chernobyl (catastrofe di livello 7, caratterizzata da dispersioni radioattive nell’ordine di almeno dieci petabecquerel (PBc), 10 milioni di miliardi di decadimenti nucleari al secondo), è logico aspettarsi purtroppo che anche il bilancio dei morti sarà in futuro di analoga magnitudo. Quindi centinaia di migliaia o anche milioni di morti. E questo, se la catastrofe di Fukishima non si aggraverà. Nonostante i media cerchino di glissare sul tema, a Fukusima ci troviamo al momento ancora nel “best case scenario” – il migliore dei casi – ovvero il disastro è già comparabile con Chernobyl, ma questo è solo perché ci sta andando ancora bene. Se i noccioli in fusione dovessero sprofondare fino ad una falda acquifera, allora ci cuccheremmo il “worst case scenario” – il peggiore dei casi – ovvero immense esplosioni che diffonderebbero una tale quantità di roba radioattiva nell’aria da fare rimpiangere i bei tempi di Chernobyl in tutto l’emisfero boreale. Ma di questo nessuno si deve preoccupare, neanche quelli che moriranno o si ammaleranno. Dobbiamo invece continuare a spaventarci della terribile minaccia del terrorismo, che in dieci anni ha ucciso meno persone di quelle che muoiono in un paio di settimane di ordinario traffico stradale. Sembra follia pura, ma è ovvio che invece c’è uno schema in tutto ciò, che lascio indovinare al lettore. Rammento solo a mo’ di esempio ai deboli di memoria le grottesche procedure di perquisizione alle quali devono sottostare ogni volta che vogliono prendere un aereo, col relativo sequestro di beni personali potenzialmente letali come bottiglie di acqua minerale, shampoo, profumi, creme per la pelle.
Altro che Iodio 131 e Cesio 137! Sono lo shampoo e l’acqua minerale che rischiano di ucciderci! Attendiamo a breve retate anche negli istituti di bellezza.
Se dopo decine di milioni di perquisizioni negli aeroporti in tutti questi anni nessun terrorista è mai stato arrestato nel tentativo di imbarcarsi armato su un aereo, lascio al lettore giudicare se è verosimile che tali terroristi in primo luogo addirittura esistano. Non vi viene il dubbio che se esistessero, in dieci anni almeno una volta ci avrebbero provato? Ma di questi “terroristi”, che in dieci anni neppure una volta hanno provato ad imbarcarsi su un qualsiasi aereo da qualsiasi parte[1], ci viene costantemente ripetuto che dobbiamo essere terrorizzati.
Sono anni che ci stanno inoltre promettendo una pandemia che certamente farà milioni di morti, provocata da un virus che ufficialmente non esiste ancora. Promettono però anche che la natura inventerà ben presto tale virus. L’OMS ed altre autorità sanitarie garantiscono che non è una questione del “se”, ma del “quando” ciò avverrà. Viene da chiedersi se lorsignori non abbiano un qualche rapporto privilegiato con la natura, per prevedere con tale confidenza cose del genere. In effetti, per essere certi che la natura produrrà tale letale mutazione, è stato ufficialmente dichiarato che si sta cercando di prevenire la natura anticipando la temuta mutazione in laboratorio[2], allo scopo dichiarato di poterla così combattere meglio. Questa, beninteso, secondo loro sarebbe la notizia tranquillizzante. Il virus dell’influenza spagnola, che nel 1918 uccise decine di milioni di persone, è stato invece riportato in vita già nel 2005. Dobbiamo quindi spaventarci a morte di fronte alle orribili minacce che la natura avrebbe in serbo per noi, mentre dobbiamo tranquillizzarci perché nei laboratori biologici militari americani si cerca di produrre le mutazioni che la natura starebbe progettando di scatenare contro di noi. Fate un po’ voi.
Governi e mass media da loro controllati fanno quindi di tutto per terrorizzarci riguardo catastrofi che non ci sono (ancora) mentre tentano (maldestramente peraltro) di non farci spaventare di fronte a catastrofi che ci sono veramente. Qual è la loro finalità? Governi e mass media si sforzano inoltre di terrorizzarci agitando lo spauracchio di terroristi che da soli non riuscirebbero mai ad impensierirci (numeri alla mano, la probabilità di morire di un incidente d’auto o un incidente domestico è infinitamente superiore di quella di morire per mano di “terroristi”). Quindi di fatto fanno l’esatto gioco dei “terroristi”. Se infatti il terrore è il l’ovvio fine dei “terroristi” (per questo si chiamano così), ma gli unici che all’atto pratico riescono a terrorizzare le popolazioni sono i loro governi e i mass media – chi sono in effetti, concretamente, i terroristi? E quali sono le loro nascoste finalità?
Ai lettori più smaliziati le risposte saranno già ovvie, ma le domande sono in realtà rivolte a tutti quei cittadini che invece ancora nutrono ancora qualche fiducia nelle informazioni che ricevono dalle “fonti autorevoli” – i politici che essi votano, i telegiornali che essi guardano ed i giornali che essi leggono. A parole tutti conveniamo sul fatto che “i politici mentono” e che “i giornalisti non sempre dicono la verità”, tanto che questi sono ormai luoghi comuni. Ma all’atto pratico, tanto è il bisogno di “credere” che poi quasi tutti ci ricascano. La relazione cittadini-governanti si fonda sul modello comportamentale bambini-genitori. Questo spiega il continuo sconclusionato mugugnare dei bambini-cittadini nei confronti dei genitori-governanti, senza che tuttavia il vincolo di sudditanza venga mai meno. E così nulla cambia. Se fate parte della categoria dei lettori smaliziati, in effetti quest’articolo vi servirà a ben poco. Potete però suggerirne la lettura ai vostri conoscenti meno smaliziati, arenati nel triste e popolare ruolo di bambini-cittadini. Magari qualcuno di essi apre gli occhi. A furia di suonare a tutto volume la sveglia, ogni tanto qualcuno che bofonchiando emerge dal proprio sonno dogmatico per fortuna c’è. Sono pochi. Ma buoni. Beh, quasi buoni. Dopo una breve e orgogliosa veglia buona parte di essi tuttavia volentieri si rigira nel letto, riaccende la tivù e riprende a dormire.
Ricapitolando:
Qual è il principio in base al quale governi ed autorità decidono se tu – sì, tu che leggi – ti devi tranquillizzare oppure spaventare? Come puoi fare a capirlo per poterti poi ogni volta comportare nel modo a te più conveniente?
Il sistema migliore sarebbe ovviamente l’uso efficiente e critico del proprio pensiero logico. Ma quando per carenza di dati o altro questo non basta, nel dubbio il criterio da adottare che con tutta probabilità produrrà il minor numero di errori è quello di credere esattamente il contrario di quanto le “fonti autorevoli” ti vogliono far credere. Ovviamente così si rischia di cadere nell’errore opposto, quello che genera l’oltranzismo “complottista” (che può anche portare a credere di essere stati invasi – o invasati – dagli UFO o cose di analoga inverosimiglianza), ma nell’insieme ritengo che il bilancio sarebbe tutto sommato favorevole. Chi si informa solo con i tradizionali mass media ormai vive in un tale mondo di fantasia, che qualsiasi alternativa è probabilmente più realistica.
Quindi possiamo concludere con un consiglio semplice.
Se cercano di spaventarti evocando lo spettro di Osama (da non confondersi con lo spettro di Obama, che NON A CASO differisce da quello di Osama per una consonante soltanto) – allora ridi! Sei su Scherzi a Parte!
Ma quando provano a tranquillizzarti e ti dicono che non c’è nulla da temere… allora è probabilmente venuto il tempo di fuggire.
Genova, Aprile 2011
Per evadere completamente dal mondo delle favole mi permetto di insistere a consigliare il mio libro Il Mito dell’11 Settembre (the Myth of September 11), del quale in molti parlano (a favore o a sfavore) senza neppure averlo letto.
Altre notizie inconsuete su www.Edicola.biz
[1] Ci sono stati in effetti un paio di casi di minorati mentali imbarcatisi su aerei con pseudo-esplosivo nelle scarpe o nelle mutande, i quali sono poi stati arrestati a bordo con grande clamore mediatico. Una semplice analisi ha però evidenziato come si trattasse di grottesche montature, allestite per sostenere il mito del terrorismo sugli aerei. Potete leggere i dettagli nel mio libro “il Mito dell’11Settembre”.
[2] Washington Times, 24 Marzo 2005
Articolo originale :
http://www.roberto.info/2011/04/21/peggio-fukushima-o-terrorismo/
mercoledì 23 marzo 2011
Rosi Bindi e il PD all’attacco: una rispettabile frustrazione è quello che ci vuole
“E’ inaccettabile che il Presidente del Consiglio compia atti sessuali con ragazze, anche minorenni, tralasciando il dovere di mantenere un comportamento rispettoso dei basilari principi etici che governano le nostre coscienze obnubilate da una morale sessuofobica fondata sull’esaltazione della nevrosi, della rinuncia e della frustrazione.”
Questo uno dei passaggi essenziali dell’intervista ancora in corso con la senatrice del PD Rosi Bindi dopo le indiscrezioni uscite poco fa in anteprima su Propaganda Nera.
Secondo la Bindi, al di la del reato penale il vero scandalo non sarebbe l’ipocrisia di un Presidente del Consiglio che si atteggia a difensore e referente politico di un’etica inconciliabile con l’andare a troie, bensì il fatto che un ultrasettantenne come Berlusconi si senta più attratto dalle strafighe ventenni e diciassettenni che dall’assai più rispettabile culo avvizzito di una sua coetanea.
Noi di PN naturalmente ci dissociamo all’omelia della senatrice Bindi, che a differenza di Berlusconi è senz’altro un modello sessuale sano e da emulare ma che tuttavia dimentica, come del resto tutti coloro che commentano questa vicenda, un fatto essenziale: che cosa dovremmo pensare di un Presidente del Consiglio che con tanto potere e denaro a disposizione, potendo realizzare qualsiasi fantasia erotica, non trova niente di meglio che organizzare squallide serate in stile papponi-night?
Da un Presidente del Consiglio che avrebbe i mezzi per trasformare in realtà anche le ambizioni più brillanti e bizzarre della libido umana, che potrebbe far rivivere i saturnali o affittare interi palazzi sul Canal Grande per organizzare orge degne di Eyes Whide Shut o delle fantasie di Sade, che potrebbe accoppiarsi in una fontana d’oro spillante champagne Cristal e viagra con suore novizie fatte arrivate in volo privato dal Brasile mentre il ministro della Cultura viene frustato da un nano albino che recita la divina commedia seduto su una liceale giapponese che costruisce origami fallici; da un uomo che potrebbe realizzare qualsiasi sogno (e se non ha sogni pagare Peter Greenaway per farne uno e sceneggiarlo al posto suo) possiamo tollerare che non riesca ad organizzare niente di meglio, niente di meno antiestetico e patetico di serate con venti battone in mutande che si fanno toccare il culo da Emilio Fede e Lele Mora ballando “que te la pongo”?
Link originale :http://propagandanera.splinder.com/post/24226854/rosi-bindi-e-il-pd-allattacco-una-rispettabile-frustrazione-e-quello-che-ci-vuole
Edgar Cayce
Passato alla storia come il “profeta dormiente”, Edgar Cayce (pronuncia: “chèisi”) è molto conosciuto negli ambienti che si occupano di spiritualità e di argomenti metafisici, ma è praticamente ignoto al resto del mondo.
Il motivo è molto semplice: poichè Cayce sosteneva di “saper vedere nelle vite passate” delle persone, e poichè questo non è verificabile in maniera scientifica, per la cultura mainstream il fatto semplicemente “non sussiste”. Altrettanto dicasi per le predizioni del futuro, che Cayce ha fatto più volte, ma che restano difficili da confermare o da smentire, poichè raramente legate ad una data precisa. L’esempio più famoso è certamente quello in cui Cayce indicò l’esistenza di una stanza sigillata sotto la zampa della Sfinge, nella quale sarebbero racchiusi i segreti lasciatici in eredità dagli Atlantidei, la razza umana che – secondo alcune teorie - avrebbe preceduto la nostra su questa terra. Per ora la stanza non è stata trovata (anche se un team di ricercatori sostiene di aver individuato una cavità vuota, con il sonar, proprio sotto la Sfinge), ma Cayce disse anche che la stanza sarebbe stata aperta “solo quando l’umanità fosse stata pronta a comprendere il significato di ciò che contiene”. Insomma, chi vuole ovviamente ci può credere, ma queste cose sembrano a prima vista destinate a restare relegate al mondo della “superstizione”.
In realtà la documentazione sulla vita di Edgard Cayce è abbondantissima, e da questa si possono trarre molte conclusioni valide ed accertabili. [1]
Nato nel 1877 nelle campagne del cristianissimo Kentucky, Edgar Cayce si accorse fin da piccolo di avere dei particolari poteri psichici: poteva parlare a piacimento con lo spirito del nonno defunto – sosteneva - e spesso si ritrovava a giocare con piccoli “amici immaginari” che lui diceva essere spiriti dell’aldilà.
Quando Cayce aveva 14 anni fu colpito alla spina dorsale da una pallina da baseball, e rimase svenuto per diverse ore. Fu chiamato un dottore, ma il piccolo Edgar non rinveniva. Continuava a straparlare, come se fosse in trance, e ad un certo punto dettò una strana ricetta per un impacco che doveva venirgli applicato sulla schiena. La ricetta era talmente bizzarra ...
... che il dottore non pensò minimamente di far preparare l’impacco, mentre tutti iniziavano a temere che il ragazzo fosse impazzito. La nonna di Edgar invece preparò l’impacco, seguendo le istruzioni dettate dal ragazzino “in trance”, e questi in poche si rialzò, completamente guarito.
La prima cosa che lo rese “famoso”, nella cittadina dove abitava, fu la sua capacità di dormire con un libro sotto il cuscino, e di saperne recitare l’intero contenuto il giorno seguente, senza mai averne aperto una sola pagina.
Questo fenomeno attrasse la curiosità di molti “scettici”, che misero Cayce alla prova svariate volte, ma solo per convincersi ogni volta che si trattasse davvero di una sua capacità particolare. Fu proprio questa capacità a regalare al giovane Edgar il primo impiego nella più importante libreria della città, poichè si era dimostrato in grado di memorizzare senza fatica l’intero catalogo dei libri disponibili. Gli era bastato dormire con il pesante catalogo sotto il cuscino, ed il giorno seguente sapeva a memoria la collocazione, l’editore e l’autore degli oltre 1000 volumi disponibili al pubblico.
Per capire meglio l’avventura umana di Edgar Cayce, bisogna tener presente che gli anni a cavallo del ‘900 videro, in America, una vera e propria esplosione nell’interesse per i fenomeni paranormali: maghi, ipnotizzatori e veggenti di ogni tipo si aggiravano per le città e per le campagne, intrattenendo un pubblico facilmente impressionabile con i loro spettacoli e i loro trucchi da baraccone. Fra questi mille ciarlatani c’era però anche qualcuno che aveva preso a studiare seriamente certi fenomeni, come quello dell’ipnosi. Il fatto che si riuscisse a far fare ad un soggetto ipnotizzato praticamente qualunque cosa rappresentava, per la maggioranza di loro, una sicura fonte di successo: non è difficile far schiattare il pubblico dalle risate, se convinci un soggetto sotto ipnosi di essere Beethoven, e poi gli chiedi di suonare il pianoforte, nonostante lui non abbia mai toccato una tastiera in vita sua. Per altri invece, dottori soprattutto, lo stato di ipnosi rappresentava l’indicazione dell’esistenza di un intero universo - quello dell’inconscio - ancora tutto da esplorare.
Ed è propio grazie ad uno di questi dottori, Al Layne, che Edgar Cayce venne a scoprire il talento eccezionale di cui la natura lo aveva dotato..
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martedì 15 febbraio 2011
Se non ora..adesso?
Poche ? Non si direbbe proprio. Qui c'è Roma, ma pare che fossero qualsi un milione tra le diverse piazze.
Radical chic. Ehm.
Quando si usava questo termine i telefoni erano belli grandi e attaccati al muro, i televisori avevano giusto tre canali.I bei tempi andati quando alla TV c'era giusto la tribuna politica. Quanti anni aveva la ministra allora? Lo sa che quell'Italia, quella società non esiste più da un pezzo?
Ma le parole sono rimaste. Meglio, sono state riesumate.
Riferirsi a parole vuote, mistificando la realtà..c'è un termine anche per questo.
Bieca propaganda, ad esempio.
Le donne sono state strumentalizzate? Può darsi.
Ma che bello vedere tanta gente riempire le piazze.
Che debba essere gioiosa e allegra, poi, perchè?
Meglio sia incazzata, molto molto incazzata. E molta.
Si può migliorare.
Qui e qui l'opinione di due -ottimi - bloggers, che sottoscrivo in toto.